leomar gran sasso

Nati nel 2007, la gamma di veicoli Leomar TRE ASSI da cava-cantiere adottavano le motorizzazioni Sofim Euro 3 e 4 con la cabina Maia. Oggi, assumono la nuova denominazione GRAN SASSO e acquistano la cabina dei Puma (più spaziosa) e i nuovi motori FPT Iveco Euro VI. I conducenti potranno così beneficiare dei progressi compiuti sui veicoli stradali Iveco in materia di comfort e insonorizzazione. Grazie agli impianti elettronici di trasmissione delle informazioni e degli ordini, il conducente dispone di dati precisi per migliorare la guida, con comandi distribuiti razionalmente e funzioni di sicurezza ottimizzate. La nuova cabina – più lunga, larga e rialzata – con vetri ad altezza delle gambe sulle portiere, consentono di soddisfare tutte le condizioni di impiego.

INNOVAZIONI

• Terzo asse sterzante e sollevabile

• Le sospensioni pneumatiche sul tandem posteriore del terzo asse, a vantaggio della motricità sui terreni poco compatti e del confort su strada, soprattutto a vuoto.
• Terzo asse sterzante e sollevabile
• La gamma ancora più estesa, articolata in 6 carri 6x2, 6x4 e tre varianti di passo per ogni trazione.
• Un dispositivo di gestione elettronica delle prese di forza
Senza dimenticare i punti di forza che sono all'origine del successo della gamma precedente:
• Due famiglie di prodotti diversi per motorizzazioni, telai, tandem posteriori e sospensioni. La prima famiglia di macchine operatrici ottimizza la portata utile, nel rigoroso rispetto della legislazione in materia di pesi massimi. A tale fine, adotta principalmente il motore F34 (l’ F1C è comunque disponibile quando occorre un livello di potenza più elevato) e componenti leggeri. La seconda famiglia di veicoli industriali privilegia invece la potenza, grazie al motore F1C e a componenti con coefficienti di sicurezza molto elevati.
• Due motori a quattro cilindri della famiglia Iveco FPT: l’F34 da 3,2 litri Iveco con potenza da 55 Kw e l’F1C da 3 litri Iveco con potenza di 110 Kw. Questi due motori hanno caratteristiche comuni, particolarmente apprezzate in cantiere: una coppia elevata a basso regime, utile nelle partenze in salita; l'ampio campo di regimi della coppia massima e la potenza massima disponibile fin dai regimi intermedi, per una guida elastica e senza strappi sui terreni accidentati.
• Cambio di velocità ZF a 6 rapporti, fluido e all'avanguardia. Grazie al suo design robusto, il cambio manuale a 6 marce raggiunge una lunga durata di servizio combinata con bassi requisiti di manutenzione. L'alloggiamento compatto in alluminio, l'alloggiamento integrato della campana della frizione e il peso ridotto, riducono il peso a vuoto del veicolo e aumentano il carico utile. Importante per l'uso nei centri urbani: il rumore di trasmissione è ben al di sotto dei valori limite di legge, non è necessario quindi un incapsulamento aggiuntivo.
• Le predisposizioni sul telaio e l'ampio ventaglio di optional di stabilimento, in grado di semplificare il montaggio degli allestimenti e delle attrezzature. È il caso, ad esempio, delle prese di forza continue collocate nella parte posteriore dei motori FPT, per l'azionamento idraulico degli accessori.

RIASSUMENDO

In materia di telai, assali, ponti e sospensioni, i GRAN SASSO si avvalgono di una tecnologia collaudata da oltre 60 anni nel settore dei veicoli industriali, destinati ad operare in condizioni di carico estreme. La scelta di un partner come Iveco nella concezione dei motori permette di assicurare sempre prestazioni di alto livello, abbinate ad un'affidabilità senza pari. Il proprietario apprezzerà il risparmio di tempo di denaro in fase di allestimento del veicolo; l'economia di esercizio dei motori Iveco Euro VI; la rapidità e l'affidabilità diagnostiche in sede di manutenzione, grazie ai sistemi FPT, messi a punto da Iveco. Il conducente apprezzerà il comfort della cabina Puma e la facilità di guida del GRAN SASS

LA GAMMA GRAN SASSO IN DETTAGLIO

UN MERCATO COMPLESSO

Il mercato dei veicoli cava-cantiere e macchine operatrici rappresenta solo una piccola quota dei veicoli industriali di peso superiore a 4,5 t. Questo non gli impedisce peraltro di essere molto complesso, a causa delle molteplici applicazioni: veicoli a 2 o 3 assi o a trazione integrale; un'ampia offerta di potenze (da 75 a 150 CV per Iveco); carri e trattori; modelli leggeri o sovradimensionati; varianti per allestimenti speciali. A ciò si aggiungono le particolarità nazionali, poiché i veicoli cava-cantiere circolano generalmente all'interno del loro paese di immatricolazione e sono soggetti ai limiti di peso e dimensioni derivanti da vecchi Codici della Strada, quando risultano più elevati dei valori unificati europei. Infine, la natura dei terreni, la topografia e le condizioni climatiche richiedono configurazioni diverse in termini di assali motore e di potenze.

ALLESTIMENTI DIVERSIFICATI

I veicoli da cantiere sono essenzialmente dei carri. Se il cassone è certamente l'allestimento più diffuso, esistono anche applicazioni molto specifiche, quali le costipatrici, i compattatori rifiuti o le macchine spurgo pozzi. Troviamo anche pianali, spesso accompagnati da gru per la movimentazione. Numerosi utilizzi sono legati ai lavori pubblici: veicoli porta-attrezzi per le aziende, gli enti pubblici e le amministrazioni; veicoli di soccorso per i pompieri e la Protezione Civile; veicoli per il trasporto di materie prime, che compiono una parte dei loro percorsi fuoristrada, in condizioni di scarsa aderenza. È il caso dei trasporti di legname o di casse mobili nel settore agricolo.

DUE FAMIGLIE DI IMPIEGHI

Nella gamma cava-cantiere, si delineano due classi di veicoli. Da un lato, i veicoli la cui portata utile è ottimizzata per consentire loro di viaggiare principalmente su strada, nel rispetto dei limiti autorizzati; questi mezzi compiono soltanto le tratte terminali su piste più o meno accidentate. Si tratta di 4x2 da 6 t o 6x2 da 7,5 t. Dall'altro lato, i veicoli utilizzati fuoristrada con un tonnellaggio superiore e sottoposti a notevoli sollecitazioni. Le piste sono appena tracciate, con pendenze ripide e variazioni di aderenza che mettono a dura prova gli organi della trasmissione, in particolare i ponti motore, le sospensioni e lo sterzo. In questo caso, la robustezza è il criterio fondamentale. I lavori di sterro rappresentano il principale impiego di questi veicoli, in concorrenza con i mezzi specializzati, rispetto ai quali offrono vantaggi in termini di polivalenza, costo di acquisto e di manutenzione, oltre alla capacità di affrontare i percorsi stradali. Si tratta di macchine operatrici 4x4 da 6,5 t o 6x4 da 8 t.

L'ECCEZIONE ITALIANA

Il migliore esempio di eccezione è rappresentato dall'Italia, che concede la guida di veicoli superiori a 3,5 t con la patente B a veicoli da cantiere purché trasportino materiale nel proprio ciclo di lavoro e non trasportino per conto terzi: le cosiddette "macchine operatrici" gommate. Con i GRAN SASSO, Leomar sviluppa ulteriormente il concetto introdotto con le sue gamme più leggere a due assi: due famiglie di veicoli diversificate sul piano omologativo. Autocarri e Macchine Operatrici.

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